Tonsillite: sintomi, cause, cura e quando operare

- Che cos'è la tonsillite?
- Quali sono i sintomi della tonsillite?
- Tonsillite virale e batterica: quali sono le differenze?
- Cause della tonsillite: perché si infiammano le tonsille?
- Come avviene la diagnosi?
- Come si cura la tonsillite? Trattamenti e rimedi
- Tonsillite nei bambini
- Possibili complicazioni
- Quando è necessario l'intervento chirurgico (tonsillectomia)?
- Prevenzione della tonsillite
- Quando consultare uno specialista
- Trova il tuo specialista con Elty
- Domande frequenti sulla tonsillite
- Fonti
Hai la gola che brucia, fatica a deglutire anche solo la saliva e ogni volta che apri la bocca senti quella fitta che conosci bene. Forse hai già avuto la tonsillite altre volte, forse è la prima. In ogni caso, la prima cosa che vuoi sapere è: quanto durerà, cosa devo fare e devo davvero prendere l'antibiotico?
Sono domande legittime, e le risposte non sono sempre scontate. La tonsillite è una delle infezioni più comuni in Italia, specialmente nei mesi freddi, e riguarda sia i bambini sia gli adulti. Eppure molte persone non sanno distinguere una forma virale da una batterica, o non riconoscono i segnali che richiedono attenzione rapida.
In questo articolo trovi tutto quello che ti serve per capire la tonsillite: cos'è, come si manifesta, come si cura e quando è il momento di coinvolgere uno specialista. Le informazioni sono chiare, basate su dati reali e pensate per aiutarti a orientarti, non per spaventarti.
Che cos'è la tonsillite?
La tonsillite è l'infiammazione delle tonsille palatine, due strutture linfoidi situate ai lati del fondo della gola. Le tonsille fanno parte del sistema immunitario: rappresentano una delle prime barriere dell'organismo contro batteri e virus che entrano attraverso la bocca e il naso. Proprio per questa posizione, sono spesso le prime a entrare in contatto con gli agenti infettivi, e quindi a infiammarsi.
Quando si parla di faringotonsillite, si intende un'infiammazione che coinvolge contemporaneamente le tonsille e la faringe, cioè la parte posteriore della gola. Questa forma è molto comune e spesso i termini vengono usati in modo intercambiabile nel linguaggio quotidiano.
La tonsillite può essere acuta, quando si presenta in modo improvviso e si risolve nell'arco di giorni o settimane, oppure cronica, quando gli episodi si ripetono nel tempo con frequenza elevata o quando l'infiammazione non guarisce completamente. La forma acuta è la più frequente; quella cronica richiede invece una valutazione più approfondita per capire se esistono indicazioni a un intervento.
Quali sono i sintomi della tonsillite?
I sintomi della tonsillite variano in relazione all'agente che ha causato l'infezione e all'età della persona, ma esistono manifestazioni comuni che permettono di riconoscerla abbastanza facilmente.
Il mal di gola è il sintomo più caratteristico: si presenta in modo improvviso, spesso intenso, e si aggrava durante la deglutizione. Insieme al dolore, le tonsille appaiono visibilmente gonfie e arrossate. In molti casi, specialmente nelle forme batteriche, sulle tonsille compaiono placche bianche o giallastre, depositi purulenti che possono allarmare chi le vede per la prima volta.
Tra gli altri sintomi frequenti si trovano la febbre, che può essere moderata o molto alta, il dolore alle orecchie (legato ai nervi condivisi tra gola e orecchio), il gonfiore dei linfonodi del collo, l'alitosi e, nei bambini, anche nausea o dolore addominale. In alcuni casi la voce assume un tono ovattato, quasi come se la persona parlasse con la bocca piena.
Non tutti i sintomi compaiono sempre insieme: alcune persone avvertono solo un forte mal di gola con febbre, altre presentano anche difficoltà respiratorie legate al gonfiore delle tonsille gonfie. Questa variabilità rende importante non affidarsi all'autovalutazione quando i sintomi sono intensi o persistenti.
Tonsillite virale e batterica: quali sono le differenze?
Distinguere la tonsillite virale da quella batterica è uno dei passaggi più importanti, perché determina il tipo di percorso da seguire. Nella maggior parte dei casi, intorno al 70-80% secondo le stime internazionali, la tonsillite ha origine virale: i responsabili sono virus come il rinovirus, l'adenovirus o il virus di Epstein-Barr (quello che causa la mononucleosi infettiva).
Nelle forme virali i sintomi tendono a essere accompagnati da tosse, raffreddore, voce rauca e occhi arrossati. La febbre è in genere moderata e le tonsille possono essere gonfie e rosse, ma senza le classiche placche bianche.
La tonsillite batterica, invece, è causata nella maggior parte dei casi dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A (streptococco), un batterio che richiede trattamento antibiotico per evitare complicazioni. I segnali che orientano verso un'origine batterica includono: febbre alta superiore a 38,5°C, placche bianche sulle tonsille, assenza di tosse e linfonodi ingrossati e dolenti al collo. Esiste una scala clinica, chiamata criterio di Centor, che gli specialisti usano per stimare la probabilità di infezione streptococcica in base ai sintomi.
Tuttavia, sintomi e aspetto visivo non sono sempre sufficienti a fare una distinzione certa. Il tampone faringeo rimane lo strumento diagnostico più affidabile per confermare o escludere la presenza di streptococco.
Cause della tonsillite: perché si infiammano le tonsille?
Le cause della tonsillite sono nella maggior parte dei casi di natura infettiva. Come già accennato, i virus sono responsabili della quota più elevata di episodi. Tra i batteri, lo streptococco di gruppo A è il più rilevante per le possibili complicazioni che può causare se non trattato adeguatamente.
Alcuni fattori aumentano la suscettibilità alle infezioni delle tonsille. L'età è uno di questi: i bambini tra i 5 e i 15 anni sono la fascia più colpita, anche perché il sistema immunitario è ancora in fase di maturazione e i contatti ravvicinati in ambienti come le scuole favoriscono la diffusione dei patogeni. Anche negli adulti, però, la tonsillite ricorre con una certa frequenza, specialmente in chi ha un sistema immunitario temporaneamente indebolito.
Altri fattori che aumentano il rischio di infiammazione delle tonsille includono l'esposizione prolungata al freddo, il fumo di sigaretta, l'aria secca negli ambienti riscaldati, la respirazione orale cronica e il contatto stretto con persone già infette. La tonsillite acuta si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie e il contatto diretto con le secrezioni orali di chi è malato.
Come avviene la diagnosi?
La diagnosi di tonsillite parte sempre da una valutazione clinica: lo specialista osserva la gola con un abbassalingua, valuta le caratteristiche delle tonsille e raccoglie informazioni sui sintomi, sulla loro comparsa e sulla storia clinica della persona.
Quando c'è il sospetto di un'infezione batterica da streptococco, il passo successivo è il tampone faringeo. Si tratta di un prelievo rapido e indolore che consiste nello sfiorare le tonsille con un bastoncino sterile. Il risultato può essere disponibile in pochi minuti con i test rapidi, oppure in 24-48 ore con la coltura batterica, che ha una maggiore accuratezza diagnostica.
In alcuni casi, soprattutto quando si sospetta una mononucleosi infettiva, lo specialista può richiedere esami del sangue per valutare la presenza di anticorpi specifici e l'eventuale alterazione dei valori ematici. Questo è importante perché la mononucleosi, pur presentando sintomi simili a quelli della tonsillite batterica, ha un percorso completamente diverso e l'uso di alcuni antibiotici in questo contesto può causare una reazione cutanea caratteristica.
Come si cura la tonsillite? Trattamenti e rimedi
La cura della tonsillite varia in base alla causa identificata. Nelle forme virali, che si risolvono spontaneamente, il percorso è principalmente di supporto: riposo, buona idratazione, cibi morbidi e freddi che alleviano il dolore, e l'uso di farmaci analgesici o antipiretici come il paracetamolo o l'ibuprofene per controllare febbre e dolore. Non esistono farmaci antivirali specifici per la maggior parte dei virus responsabili della tonsillite.
Nelle forme batteriche da streptococco, invece, il trattamento con antibiotico per la tonsillite è necessario per eradicare l'infezione e prevenire complicazioni. Il principio attivo più usato è l'amoxicillina, spesso in combinazione con acido clavulanico. La durata della terapia è in genere di 10 giorni: è fondamentale completare il ciclo anche se i sintomi migliorano prima, per evitare recidive e ridurre il rischio di sviluppare resistenza batterica.
Per quanto riguarda i rimedi naturali, alcune pratiche di supporto possono aiutare ad alleviare il disagio: i gargarismi con acqua tiepida e sale, il miele (nei bambini sopra l'anno di età), le bevande calde e l'umidificazione dell'aria in casa. Queste misure non sostituiscono la terapia medica, ma possono affiancarla per rendere il percorso più confortevole.
Tonsillite nei bambini
La tonsillite nei bambini è particolarmente frequente tra i 3 e i 10 anni. I bambini tendono a presentare sintomi più intensi rispetto agli adulti: febbre alta, difficoltà a mangiare, irritabilità e, nei più piccoli, anche babysitting e dolori addominali possono accompagnare l'infiammazione della gola.
Un aspetto importante da considerare nei bambini è la dimensione delle tonsille. Le tonsille gonfie possono in alcuni casi ostacolare la respirazione, soprattutto di notte, causando russamento, apnee nel sonno o respiro affannoso. Se noti questi segnali in un bambino, è importante segnalarli al pediatra, che valuterà se esiste un problema strutturale che va oltre il singolo episodio acuto.
La gestione della tonsillite nei bambini segue gli stessi principi degli adulti: tampone faringeo per escludere o confermare lo streptococco, antibiotico solo se indicato, e supporto sintomatico nel frattempo. È importante non somministrare acido acetilsalicilico (aspirina) ai bambini sotto i 16 anni per il rischio della sindrome di Reye: il paracetamolo e l'ibuprofene sono i farmaci di riferimento in questa fascia d'età.
Possibili complicazioni
La maggior parte delle tonsilliti si risolve senza lasciare conseguenze. Tuttavia, quando l'infezione non viene trattata correttamente, in particolare nelle forme batteriche, possono verificarsi complicazioni che richiedono attenzione medica.
La complicazione locale più frequente è l'ascesso peritonsillare: una raccolta di pus che si forma nello spazio attorno alla tonsilla, causando dolore molto intenso, difficoltà ad aprire la bocca e alterazione della voce. È una condizione che richiede drenaggio chirurgico e terapia antibiotica endovenosa, spesso in ambiente ospedaliero.
Tra le complicazioni sistemiche da streptococco non trattato, le più note sono la febbre reumatica e la glomerulonefrite post-streptococcica. La febbre reumatica può coinvolgere il cuore, le articolazioni e il sistema nervoso, e rappresenta ancora oggi una preoccupazione in alcune fasce di popolazione. Per questo motivo, completare il ciclo antibiotico prescritto è così importante.
Altre possibili complicazioni includono l'otite media, la sinusite e, più raramente, la diffusione dell'infezione ai linfonodi del collo (linfadenite cervicale).
Quando è necessario l'intervento chirurgico (tonsillectomia)?
La tonsillectomia, cioè la rimozione chirurgica delle tonsille, non è una decisione che si prende al primo episodio di tonsillite. Si tratta di un intervento sicuro ma non privo di rischi, e per questo viene valutato solo in presenza di indicazioni precise.
Le linee guida internazionali, tra cui quelle dell'American Academy of Otolaryngology, indicano la tonsillectomia quando si verificano almeno 7 episodi di tonsillite nell'arco di un anno, oppure 5 episodi all'anno per due anni consecutivi, o ancora 3 episodi all'anno per tre anni. In tutti questi casi, la frequenza degli episodi impatta significativamente sulla qualità della vita.
Altre indicazioni includono le tonsille molto ingrossate che causano apnee ostruttive nel sonno, l'ascesso peritonsillare ricorrente, o il sospetto di una patologia che richiede analisi del tessuto rimosso. La decisione spetta sempre allo specialista otorinolaringoiatra, che valuterà il quadro complessivo in base alla storia clinica della persona.
L'intervento viene eseguito in anestesia generale e richiede in genere una notte di ricovero. Il recupero completo richiede circa due settimane, durante le quali è importante seguire le indicazioni del chirurgo per ridurre il rischio di sanguinamento post-operatorio.
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Prevenzione della tonsillite
Non esiste un modo per eliminare completamente il rischio di tonsillite, ma alcune abitudini riducono la probabilità di contrarre le infezioni che la causano.
Il lavaggio frequente delle mani rimane la misura di prevenzione più efficace contro la trasmissione di virus e batteri. Evitare di condividere bicchieri, posate e bottiglie con persone che presentano sintomi respiratori è un'altra misura semplice ma concreta. In ambienti affollati come scuole, uffici o mezzi di trasporto, la distanza di sicurezza e l'arieggiamento frequente degli spazi contribuiscono a limitare la circolazione dei patogeni.
Mantenere un buono stato di salute generale, con un'alimentazione equilibrata, sonno adeguato e attività fisica regolare, supporta il sistema immunitario nel fare il suo lavoro. Chi soffre di tonsillite ricorrente dovrebbe anche valutare con uno specialista se esistono fattori locali che favoriscono le recidive, come una respirazione prevalentemente orale o una struttura anatomica delle tonsille che le rende più suscettibili alle infezioni.
Quando consultare uno specialista
Alcune situazioni richiedono di non aspettare: contatta il tuo medico o uno specialista in tempi brevi se il mal di gola è molto intenso e non migliora dopo 48 ore, se la febbre supera i 39°C o non risponde ai farmaci antipiretici, oppure se compaiono difficoltà a respirare o a deglutire anche i liquidi.
Segnali che richiedono valutazione urgente includono la comparsa di gonfiore asimmetrico in gola, la voce che cambia in modo marcato, il trisma (difficoltà ad aprire la bocca), la rigidità del collo o una stanchezza intensa e prolungata. Quest'ultimo sintomo, in particolare, può orientare verso una mononucleosi infettiva, che ha un percorso diverso e richiede attenzione specifica.
Se hai già avuto più episodi di tonsillite nell'arco degli ultimi mesi, è utile richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica per capire se esistono condizioni che favoriscono le recidive e per discutere le opzioni a disposizione.
Trova il tuo specialista con Elty
Riconoscere i sintomi della tonsillite è un primo passo importante, ma il percorso giusto inizia sempre con una valutazione professionale. Affidarsi a uno specialista significa ricevere una diagnosi accurata, capire se serve davvero un antibiotico e sapere come muoversi se gli episodi si ripetono.
Su Elty puoi trovare specialisti otorinolaringoiatri e medici di base disponibili per una visita, anche in tempi brevi. Prenotare è semplice: scegli lo specialista, la data e l'orario che fanno per te, senza liste d'attesa lunghe e senza stress. Perché prendersi cura della propria salute dovrebbe essere accessibile a tutti, non un ostacolo da superare.
Domande frequenti sulla tonsillite
Quanto dura la tonsillite?
La tonsillite acuta dura in genere tra 7 e 10 giorni. Nelle forme virali la risoluzione avviene spontaneamente, mentre nelle forme batteriche trattate con antibiotico i sintomi migliorano già dopo 48-72 ore dall'inizio della terapia. Se i sintomi persistono oltre i 10 giorni, è opportuno tornare dallo specialista.
Cosa fare in caso di tonsillite?
In caso di tonsillite è utile riposare, bere molti liquidi e assumere farmaci analgesici o antipiretici per controllare dolore e febbre. È fondamentale consultare uno specialista per valutare se l'origine è batterica e se è necessario un antibiotico. Non iniziare mai una terapia antibiotica senza indicazione medica.
Come capire se la tonsillite è virale o batterica?
Distinguere la tonsillite virale da quella batterica non è sempre possibile solo osservando i sintomi. Il tampone faringeo è lo strumento diagnostico più affidabile. La presenza di placche bianche, febbre alta e assenza di tosse orienta verso un'origine batterica da streptococco, ma la conferma richiede sempre una valutazione clinica.
Qual è l'antibiotico più usato per la tonsillite?
Per la tonsillite batterica da streptococco, lo specialista prescrive generalmente amoxicillina o amoxicillina con acido clavulanico per un ciclo di circa 10 giorni. La scelta varia in base alla storia clinica e all'eventuale presenza di allergie. Non assumere antibiotici senza una valutazione medica che ne confermi la necessità.
Quando preoccuparsi per la tonsillite?
È necessario contattare subito uno specialista se compaiono difficoltà a respirare o a deglutire, febbre molto alta che non scende, rigidità del collo, voce marcatamente alterata o gonfiore asimmetrico in gola. Questi segni possono indicare complicazioni come un ascesso peritonsillare che richiedono valutazione urgente.
La tonsillite è contagiosa?
La tonsillite batterica e quella virale si trasmettono entrambe tramite le goccioline respiratorie e il contatto diretto con le secrezioni di una persona infetta. Il rischio di contagio è più elevato nelle prime fasi della malattia. Chi è in terapia antibiotica per tonsillite da streptococco diventa generalmente non contagioso dopo 24-48 ore dall'inizio del trattamento.
La tonsillite può tornare?
La tonsillite ricorrente è una condizione reale e abbastanza comune, specialmente nei bambini. Alcune persone affrontano più episodi nello stesso anno. Quando la frequenza supera le soglie indicate dalle linee guida internazionali, lo specialista otorinolaringoiatra può valutare l'indicazione alla tonsillectomia.
Le tonsille gonfie sono sempre tonsillite?
Le tonsille gonfie possono essere un segno di tonsillite, ma anche di altre condizioni, tra cui la mononucleosi infettiva, una reazione allergica o una semplice irritazione delle vie aeree superiori. Solo una valutazione clinica consente di distinguere le cause e impostare il percorso più adatto alla situazione specifica.
Fonti
Istituto Superiore di Sanità (ISS), Epicentro. Faringotonsillite streptococcica. Aggiornamento 2022.
Ministero della Salute. Antibiotici: un uso consapevole per contrastare l'antibiotico-resistenza. 2021.
World Health Organization (WHO). Streptococcal pharyngitis and rheumatic fever. WHO Technical Report, 2020.
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National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Sore throat (acute): antimicrobial prescribing. NICE guideline NG84, 2018.
Centor RM et al. The diagnosis of strep throat in adults in the emergency room. Medical Decision Making, 1981. Aggiornamento criteri: McIsaac WJ, CMAJ, 1998.
Società Italiana di Pediatria (SIP). Raccomandazioni per la gestione delle infezioni delle vie respiratorie superiori in età pediatrica. 2020.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.
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