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Difficoltà a concepire: cause, esami e cosa fare

Elty
Jan 01, 1970·9 min
In sintesi

Cosa troverai in questo articolo.

  • Scoprirai dopo quanto tempo è consigliabile chiedere una valutazione quando la gravidanza non arriva.

  • Analizzerai le principali cause femminili, maschili e legate alla coppia o allo stile di vita.

  • Conoscerai gli esami più utilizzati e le possibilità di trattamento, compresa la procreazione medicalmente assistita.

Indice

10 sezioni
  1. 01Difficoltà a concepire: dopo quanto tempo preoccuparsi?
  2. 02Le cause più comuni della difficoltà a concepire
  3. 03Cause femminili
  4. 04Cause maschili
  5. 05Fattori di coppia e stile di vita
  6. 06Cosa fare quando si ha difficoltà a concepire: i primi passi
  7. 07Gli esami per l’infertilità femminile e maschile
  8. 08I principali trattamenti e soluzioni
  9. 09Quando rivolgersi a un centro per la fertilità
  10. 10Un percorso personalizzato per affrontare la difficoltà a concepire

La difficoltà a concepire può avere molte spiegazioni e non significa automaticamente che sia impossibile ottenere una gravidanza. Il concepimento richiede l’incontro tra ovocita e spermatozoo in condizioni favorevoli, ma anche la regolarità dell’ovulazione, la pervietà delle tube, la salute dell’utero e una buona qualità del liquido seminale. Per questo, quando la gravidanza non arriva, è utile valutare la coppia nel suo insieme.

In generale, si consiglia di chiedere una valutazione dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti senza gravidanza, se la persona che cerca una gravidanza ha meno di 35 anni. Dopo i 35 anni è spesso opportuno rivolgersi a uno specialista già dopo 6 mesi, perché la fertilità femminile tende a ridursi con l’età. Una valutazione può essere indicata anche prima in presenza di cicli molto irregolari, patologie note o precedenti interventi sull’apparato riproduttivo.

Affrontare il problema non significa iniziare necessariamente un trattamento complesso. Il primo passo è raccogliere la storia clinica di entrambi i partner, comprendere il periodo fertile ed eseguire gli esami più appropriati. In molti casi, queste informazioni permettono di individuare una causa correggibile o di scegliere un percorso personalizzato.

Difficoltà a concepire: dopo quanto tempo preoccuparsi?

Una gravidanza può non arrivare nei primi tentativi anche quando non sono presenti problemi di fertilità. La probabilità di concepimento in ogni singolo ciclo è limitata, quindi alcuni mesi di attesa possono rientrare nella variabilità fisiologica. Per aumentare le possibilità, i rapporti possono essere distribuiti durante la finestra fertile, che comprende i giorni precedenti e quello vicino all’ovulazione.

Il termine infertilità viene generalmente utilizzato quando non si ottiene una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti. La soglia dei 6 mesi è considerata più prudente quando la donna ha 35 anni o più. Dopo i 40 anni, oppure quando esistono fattori di rischio già noti, lo specialista può suggerire una valutazione senza attendere questi intervalli.

È importante non interpretare queste tempistiche come una diagnosi automatica. La mancata gravidanza può essere legata a un problema femminile, maschile, a una combinazione di fattori o a una condizione non immediatamente identificabile. Una valutazione precoce aiuta anche a utilizzare meglio il tempo riproduttivo e a ridurre l’incertezza.

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Le cause più comuni della difficoltà a concepire

Le cause della difficoltà a concepire possono riguardare entrambi i partner. In una parte dei casi vengono riconosciuti fattori femminili, in altri fattori maschili; talvolta sono presenti più elementi contemporaneamente. Esiste inoltre una quota di infertilità definita inspiegata, nella quale gli esami iniziali non evidenziano alterazioni sufficienti a chiarire la mancata gravidanza.

Cause femminili

Tra le cause femminili più frequenti ci sono le alterazioni dell’ovulazione. L’ovulazione può essere assente, irregolare o difficile da prevedere in presenza di sindrome dell’ovaio policistico, variazioni importanti del peso, disturbi tiroidei, aumento della prolattina o ridotta riserva ovarica. Cicli molto distanziati, assenti o fortemente variabili possono essere un segnale da discutere con uno specialista, anche se la regolarità del ciclo non garantisce da sola una fertilità normale.

L’età è un altro elemento rilevante. Con il passare degli anni diminuiscono progressivamente la quantità e, soprattutto, la probabilità che gli ovociti abbiano caratteristiche cromosomiche compatibili con lo sviluppo di una gravidanza. Questo fenomeno può rendere più lungo il percorso per rimanere incinta e aumentare il rischio di aborto spontaneo, pur senza indicare che una gravidanza sia impossibile.

Anche le alterazioni delle tube possono ostacolare l’incontro tra ovocita e spermatozoo. Possono essere associate a precedenti infezioni pelviche, endometriosi, interventi chirurgici o gravidanze extrauterine. L’endometriosi, inoltre, può influenzare la fertilità attraverso l’infiammazione, le aderenze e le modificazioni dell’anatomia pelvica.

Tra le altre condizioni da valutare rientrano fibromi uterini, polipi endometriali, malformazioni dell’utero e alcune patologie dell’endometrio. Il loro impatto varia in base a posizione, dimensioni e caratteristiche. Non ogni reperto riscontrato durante un’ecografia impedisce il concepimento: serve una valutazione clinica per stabilire se sia realmente rilevante.

Cause maschili

Una difficoltà a concepire può essere collegata anche a una riduzione della quantità o della qualità degli spermatozoi. Lo spermiogramma valuta parametri come concentrazione, motilità e morfologia, ma il risultato deve essere interpretato insieme alla storia clinica. Un singolo esame alterato non è sempre sufficiente per definire la situazione, perché i valori possono variare nel tempo.

Tra le possibili cause maschili ci sono il varicocele, alcune infezioni dell’apparato genitale, alterazioni ormonali, precedenti interventi o traumi testicolari, condizioni genetiche e problemi che interferiscono con la produzione o il trasporto degli spermatozoi. Anche difficoltà di erezione o eiaculazione possono rendere più difficile avere rapporti completi nel periodo fertile.

La qualità del liquido seminale può essere influenzata da febbre recente, alcuni farmaci, esposizione prolungata a calore intenso, fumo, alcol, sostanze anabolizzanti e condizioni metaboliche. Questi fattori non spiegano ogni caso, ma sono informazioni importanti da comunicare allo specialista. Quando lo spermiogramma mostra anomalie persistenti, può essere indicata una valutazione andrologica.

Fattori di coppia e stile di vita

Il concepimento è influenzato dalla salute riproduttiva di entrambi i partner e dalla frequenza dei rapporti nel periodo fertile. Rapporti troppo sporadici possono ridurre la possibilità di incontrare l’ovulazione, mentre la ricerca molto rigida del giorno esatto può aumentare stress e tensione. Un approccio pratico consiste nell’avere rapporti ogni 1-2 giorni durante la finestra fertile, senza trasformare il percorso in un obbligo.

Fumo, consumo elevato di alcol, uso di droghe, sedentarietà e peso molto basso o molto alto possono associarsi a una riduzione della fertilità. Anche un’attività fisica eccessiva, soprattutto se accompagnata da scarso apporto energetico, può alterare il ciclo mestruale. Migliorare queste abitudini è utile per la salute generale, ma non sostituisce gli accertamenti quando la gravidanza tarda ad arrivare.

È consigliabile seguire un’alimentazione varia, mantenere un peso compatibile con il proprio benessere, dormire regolarmente e chiedere allo specialista indicazioni sugli integratori, compreso l’acido folico quando si cerca una gravidanza. Non esiste una dieta in grado di garantire il concepimento e non tutti i prodotti proposti per la fertilità hanno prove di efficacia solide.

Cosa fare quando si ha difficoltà a concepire: i primi passi

Il primo passo è fissare una valutazione ginecologica o presso un servizio dedicato alla fertilità. È utile che il percorso coinvolga entrambi i partner fin dall’inizio, perché gli esami maschili sono generalmente semplici e possono fornire informazioni importanti. Portare con sé la storia dei cicli mestruali, eventuali referti, terapie in corso e informazioni su gravidanze precedenti rende la valutazione più completa.

Durante il colloquio lo specialista può chiedere da quanto tempo si cercano figli, la frequenza dei rapporti, la durata e la regolarità dei cicli, eventuali dolori pelvici, infezioni, interventi, patologie croniche e farmaci assunti. Per il partner maschile sono rilevanti la storia testicolare, infezioni, interventi, febbre recente, esposizione a sostanze e possibili difficoltà sessuali.

Non è necessario sottoporsi a tutti gli esami disponibili. Gli accertamenti vengono scelti in modo graduale, sulla base dell’età, della storia clinica e dei risultati già ottenuti. Questo evita procedure non utili e permette di concentrare l’attenzione sulle informazioni che possono modificare concretamente il percorso.

Gli esami per l’infertilità femminile e maschile

Valutazione della fertilità femminile

Gli esami iniziali possono comprendere una visita ginecologica e un’ecografia transvaginale. L’ecografia permette di osservare utero e ovaie, valutare la presenza di cisti, fibromi o altre alterazioni e, in alcuni casi, monitorare la crescita follicolare. Gli esami del sangue possono includere ormoni utili a studiare ovulazione, funzione tiroidea e riserva ovarica, scegliendo tempi e parametri in base alla situazione.

Per valutare le tube possono essere proposti esami specifici, come l’isterosalpingografia o la sonoisterosalpingografia con valutazione del passaggio. La scelta varia in relazione alla storia clinica e alle indicazioni dello specialista. Questi esami non sono necessari in ogni primo accertamento e devono essere spiegati considerando benefici, limiti e eventuale preparazione.

Valutazione della fertilità maschile

Lo spermiogramma è generalmente l’esame iniziale per studiare il liquido seminale. Analizza numero, movimento e forma degli spermatozoi, ma il risultato può essere influenzato da febbre, astinenza troppo breve o troppo lunga e condizioni temporanee. Se emergono alterazioni, lo specialista può richiedere una ripetizione dell’esame e una valutazione andrologica.

In casi selezionati possono essere utili esami ormonali, ecografia testicolare, approfondimenti genetici o test aggiuntivi sulla funzionalità degli spermatozoi. Non tutti questi esami sono indicati per ogni persona. La loro utilità va stabilita in relazione alla gravità dell’alterazione e agli altri elementi della storia della coppia.

Gli esami non forniscono sempre una risposta definitiva. Anche quando i risultati sono nella norma, la gravidanza può richiedere tempo. Al contrario, una lieve alterazione non equivale necessariamente a sterilità. La lettura corretta dei referti richiede il contesto clinico e, quando necessario, il confronto tra ginecologo, andrologo e centro per la fertilità.

I principali trattamenti e soluzioni

Il trattamento viene scelto in base alla causa, all’età della donna, alla durata della ricerca di gravidanza, ai risultati degli esami e alle preferenze della coppia. Quando è presente un’alterazione dell’ovulazione, possono essere proposti interventi mirati e farmaci per favorire lo sviluppo follicolare, sempre sotto controllo specialistico. Non è sicuro assumere farmaci per la fertilità senza prescrizione e monitoraggio.

In presenza di problemi anatomici, come alcune alterazioni delle tube, dell’utero o un varicocele clinicamente rilevante, può essere valutata una procedura chirurgica. L’indicazione non è automatica e considera la probabilità di migliorare il percorso rispetto ai possibili rischi.

Quando i rapporti mirati o le terapie iniziali non sono sufficienti, si può prendere in considerazione la procreazione medicalmente assistita, che comprende tecniche come inseminazione intrauterina e fecondazione in vitro. La scelta della tecnica viene stabilita dal centro in relazione alla diagnosi, all’età e alla storia della coppia. Il percorso richiede informazioni chiare su fasi, probabilità, effetti indesiderati e aspetti organizzativi.

In caso di infertilità inspiegata, il trattamento può procedere per gradi. Anche in questa situazione esistono opzioni, ma non è possibile garantire un risultato individuale. Lo specialista può illustrare i tempi di ciascun passaggio e concordare con la coppia quando rivalutare la strategia.

Quando rivolgersi a un centro per la fertilità

È opportuno chiedere una valutazione presso un centro per la fertilità dopo 12 mesi di rapporti non protetti senza gravidanza, o dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. È consigliabile anticipare il confronto con uno specialista in presenza di cicli assenti o molto irregolari, endometriosi, precedenti interventi pelvici, infezioni genitali, gravidanze extrauterine, problemi testicolari o anomalie già note nello spermiogramma.

Una valutazione tempestiva è indicata anche quando la donna ha 40 anni o più, quando esistono trattamenti oncologici passati o programmati, oppure quando la coppia avverte un forte carico emotivo legato alla ricerca di una gravidanza. Chiedere aiuto non significa necessariamente accedere subito alla PMA: significa comprendere le possibilità disponibili e non rimandare informazioni utili.

Rivolgiti rapidamente a uno specialista se compaiono dolore pelvico intenso o improvviso, sanguinamento anomalo, febbre associata a dolore genitale o altri sintomi acuti. Questi segnali richiedono una valutazione clinica per motivi di salute generale e non devono essere interpretati soltanto in relazione alla fertilità.

Un percorso personalizzato per affrontare la difficoltà a concepire

La difficoltà a concepire può generare preoccupazione, ma una valutazione ordinata permette di chiarire quali informazioni servono davvero. Prenotare una visita ginecologica può essere il primo passo per analizzare il ciclo, l’ovulazione, la storia clinica e gli eventuali esami da condividere con il partner. Su Elty puoi confrontare disponibilità e orari degli specialisti, scegliendo il percorso più pratico per te.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.

Checklist sintomi

Quando consultare uno specialista

Se riconosci uno o più di questi sintomi, è consigliato richiedere una valutazione.

Questo servizio è indicato per sintomi non urgenti. Se i sintomi sono intensi, improvvisi, in peggioramento rapido o associati a difficoltà respiratoria, dolore toracico, perdita di coscienza, deficit neurologici, sanguinamento importante o febbre alta persistente, non attendere una visita online: contatta il 112/118, vai in Pronto Soccorso o rivolgiti subito al tuo medico.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una valutazione medica personalizzata.

Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

Nei primi mesi di tentativi può essere normale non ottenere una gravidanza, anche in assenza di problemi. In genere si consiglia una valutazione dopo 12 mesi di rapporti regolari non protetti, oppure dopo 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. In presenza di fattori di rischio, il confronto può avvenire prima.

Il concepimento può essere ostacolato da ovulazione irregolare, alterazioni delle tube, endometriosi, problemi dell’utero, ridotta riserva ovarica o modificazioni della qualità del liquido seminale. Anche età, fumo, alcol, peso e alcune patologie possono contribuire. In molti casi sono presenti più fattori, che devono essere valutati considerando entrambi i partner.

Non esiste un sintomo unico che permetta di riconoscere un problema di fertilità. Cicli irregolari, assenza di mestruazioni, dolore pelvico o precedenti patologie possono suggerire una valutazione, ma anche cicli regolari non escludono difficoltà. La risposta richiede una visita e, quando indicato, esami per la fertilità di entrambi i partner.

Puoi iniziare raccogliendo la storia dei cicli e prenotando una valutazione ginecologica, coinvolgendo anche il partner. Lo specialista può indicare esami graduali, tra cui ecografia, analisi ormonali o spermiogramma. È utile evitare il fai da te con farmaci o integratori e discutere ogni possibile trattamento sulla base dei risultati.

L’infertilità femminile spesso non provoca sintomi specifici. Cicli molto irregolari o assenti possono indicare un’ovulazione non regolare, mentre dolore pelvico importante può essere associato a condizioni come l’endometriosi. Tuttavia, una persona può avere difficoltà a concepire anche senza disturbi evidenti. La diagnosi richiede una valutazione specialistica, non l’osservazione dei soli sintomi.

Un ciclo regolare suggerisce che l’ovulazione possa avvenire, ma non conferma che tube, utero, riserva ovarica e liquido seminale siano nella norma. La difficoltà può riguardare uno di questi elementi, il partner maschile o una combinazione di fattori. Dopo i tempi consigliati, è utile una valutazione della coppia.

Gli accertamenti variano in base a età e storia clinica. Per la donna possono includere visita, ecografia transvaginale, esami ormonali e valutazione delle tube. Per l’uomo l’esame iniziale è spesso lo spermiogramma. Ulteriori test, come approfondimenti genetici o ormonali, vengono considerati solo quando i primi risultati lo rendono opportuno.

No, la procreazione medicalmente assistita non è sempre necessaria. In alcune coppie la gravidanza arriva dopo la correzione di una causa, il trattamento di un’alterazione dell’ovulazione o una diversa programmazione dei rapporti. Quando indicata, la PMA comprende tecniche diverse e viene proposta in base a diagnosi, età, durata della ricerca e preferenze della coppia.

Riferimenti

Fonti

  1. 01World Health Organization, WHO laboratory manual for the examination and processing of human semen, sesta edizione, 2021.
  2. 02National Institute for Health and Care Excellence, Fertility problems: assessment and treatment, CG156, aggiornamento 2021.
  3. 03American Society for Reproductive Medicine, Definitions of infertility and recurrent pregnancy loss: a committee opinion, 2020.
  4. 04American Society for Reproductive Medicine, Fertility evaluation and treatment in women: a committee opinion, 2021.
  5. 05European Society of Human Reproduction and Embryology, Guideline: female fertility preservation, 2020.
  6. 06European Society of Human Reproduction and Embryology, Guideline: unexplained infertility, 2023.
  7. 07Ministero della Salute, Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, 2015.